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Nome: Nicola Manuppelli
Nicola M. è nato nel 1977 dopo che il padre ha rischiato di farlo finire in un burrone, quando ancora era nella pancia della mamma. La Diane finì a metà tra il ciglio della strada ed un burrone. Scesero lentamente dalla macchina, Nicola Manuppelli, nel pancione della mamma, e i suoi genitori. Anche la macchina fu recuperata.
Nell'infanzia iniziò a leggere ossessivamente dopo aver scoperto Moby Dick.
E ossessivamente continua a leggere divorando quantità di libri che forse un miliardario potrebbe permettersi proporzionalmente al suo guadagno netto annuo.
Lui è stato il più dolce cameriere di Milano e poi ha fatto altri lavori,
che hanno sempre a che fare con la dolcezza perchè i suoi clienti sono
bambini.
Lavora per comprarsi libri, e per andare al mare ogni tanto. Oltre che per fare regali. Va al cinema. Compra anche qualche cd. Ma ascolta la musica leggendola come un libro. Ascolta e attende sensazioni. Aspetta di sentirsi coinvolto in una trama.
Io non ci capisco niente nè di poesia nè di letteratura e non posso fare
una nota critica su quanto ha scritto. Ma posso assicurarvi che è uno
schianto.
(Eley)
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Lunedì 03 ottobre
Sedicesima puntata
Il maiale
Fu in periodo di guerra che ci vennero a mancare le cose di cui vivere. Nelle città fu dura ma nelle campagne fu un inferno. I più affamati chiedevano di che mangiare al paese vicino. Le donne prendevano le sacche e andavano a caritare. Morivano durante il ritorno, si spaccavano i ginocchi strisciando sul terreno con le loro sacchettole. Lo potevi vedere l’inferno: passavi da San Nicandro a San Severo. Dal mare a Torre Maietta fino su ai monti, ad Apricena, a San Michele del Monte. Li vedevi i piedi spaccati, la santa carità di Cristo dimenticata, gli occhi iniettati di rosso. Mancava l’acqua e Tonino se la faceva a piedi nell’unico pozzo che un po’ te ne dava ancora. Vai Tonino vai, gli facevano tutti, e poi Tonino non tornava. E dov’era finito Tonino? Era sotto la terra oppure se l’era mangiato qualche bestia. Ché le bestie c’avevano fame pure loro e Dio c’aveva il suo da fare. E le madri che aspettavano i loro Tonino. Si consoli, signora, Tonino ha trovato un posto migliore dove stare. E tutti a dare conforto agli sconfortati.
Lunedì 26 settembre
Quindicesima puntata
Estate di ferro
Il professore ci portò tutti fuori in cortile. L’ora di ginnastica iniziava alle undici ed era annunciata dal trillo di una campanella. Ettore s’avvicino al professore: toccava a lui fare l’appello. Prese la penna d’oro del professore ed il suo registro. – Fai l’appello – gli intimò il professore. I suoi occhi creavano un certo senso d’inquietudine: le sue pupille erano come due monete girate dalla parte del bordo. Ettore già sudava. Non era mai toccato a lui fare il capo squadra e, considerata la sua notoria timidezza, sembrava il meno adatto a poterlo fare. – Avanti – gli gridò dietro il professore.
Domenica 17 Luglio 2005
Quattordicesima puntata

Estate
D’estate le ore più belle erano quelle che precedevano il pranzo. Il pomeriggio lo passava ad aiutare sua madre nelle faccende di casa ma il mattino era tutto suo.
Era bellissimo quando la giornata si presentava con quelle vere e proprie pozze di luce che le scaldavano la pelle delle braccia senza però farla scottare mai.
Domenica 10 Luglio 2005
Tredicesima puntata

Sto arrivando, Etiopia !
Donato ci accompagnò tutte a Torre Maietta, per il rito dell’immersione rituale, la tevilah. Prese un po’ d’acqua di mare con un recipiente di metallo e la benedisse. Ci mise tutte in ginocchio e, poi, passò davanti ad ognuna di noi. Allora
Domenica 03 Luglio 2005
Dodicesima puntata

Eden
D’improvviso ti fanno piombare sulla terra ed allora non sai più che fare. Ti dicono matto, menomato, capra, figlio di madre malata e padre con la tubercolosi. Ti dicono “magari la tubercolosi ce l’hai anche tu e muori prima, proprio come quel buono a nulla di tuo padre”. Allora ti fanno tirare fuori la lingua e ti controllano la gola e il colore della pelle e se sputi sangue, allora sono tutti lì che gridano “te l’avevo detto”.