
Nome: Nicola Manuppelli
Nicola M. è nato nel 1977 dopo che il padre ha rischiato di farlo finire in un burrone, quando ancora era nella pancia della mamma. La Diane finì a metà tra il ciglio della strada ed un burrone. Scesero lentamente dalla macchina, Nicola Manuppelli, nel pancione della mamma, e i suoi genitori. Anche la macchina fu recuperata.
Nell'infanzia iniziò a leggere ossessivamente dopo aver scoperto Moby Dick.
E ossessivamente continua a leggere divorando quantità di libri che forse un miliardario potrebbe permettersi proporzionalmente al suo guadagno netto annuo.
Lui è stato il più dolce cameriere di Milano e poi ha fatto altri lavori,
che hanno sempre a che fare con la dolcezza perchè i suoi clienti sono
bambini.
Lavora per comprarsi libri, e per andare al mare ogni tanto. Oltre che per fare regali. Va al cinema. Compra anche qualche cd. Ma ascolta la musica leggendola come un libro. Ascolta e attende sensazioni. Aspetta di sentirsi coinvolto in una trama.
Io non ci capisco niente nè di poesia nè di letteratura e non posso fare
una nota critica su quanto ha scritto. Ma posso assicurarvi che è uno
schianto.
(Eley)
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Occhi azzurri
Occhi azzuri mi guardavano attraverso i cristalli
di una grande cristalleria
io chiesi "Ci si può muovere in questo parco?"
occhi azzurri si era girata
con il naso rivolto verso il destino, vestita e truccata
occhi azzurri passeggiava nella mezzeria
io ero una lampada accesa nella stanza vuota
quando lei bussò e chiese "E' destino?"
Posto sulle montagne

Non mi legare con le leggi di quartiere
io non parlo la tua lingua
non l'ho mai imparata
non avere pietà di me
i posti che ho amato di più
sono angoli nella memoria
metti quella tua gonna lucente
resterò qui a guardarti
In questo mondo di dolore

Spargimi e cospargimi di miele
e di pane
dammi questo amore invisibile
sesso e furto
noi viviamo a questo modo
in questo mondo di dolore
Canto di fatica

Ti ho pensata un'altra volta sola ancora
pensarti di più sarebbe troppo
ho preso tutto quello che avevo
un cappello e un vecchio sciroppo
l'ho messo sulle mie ginocchia,
CARNE E OSSA

Fermo sugli scalini di un palazzo
ho una strana camicia addosso
guardo paesi che cambiano
e cambio posto anch'io
fisso i miei occhi nei tuoi occhi
come un fiume che risponde alla corrente
e per quanto sto sulla barca che dondola
tu non hai tracce
dormo tutte le sere fuori
e nessuno che mi venga a raccogliere