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Nome: Nicola Manuppelli
Nicola M. è nato nel 1977 dopo che il padre ha rischiato di farlo finire in un burrone, quando ancora era nella pancia della mamma. La Diane finì a metà tra il ciglio della strada ed un burrone. Scesero lentamente dalla macchina, Nicola Manuppelli, nel pancione della mamma, e i suoi genitori. Anche la macchina fu recuperata.
Nell'infanzia iniziò a leggere ossessivamente dopo aver scoperto Moby Dick.
E ossessivamente continua a leggere divorando quantità di libri che forse un miliardario potrebbe permettersi proporzionalmente al suo guadagno netto annuo.
Lui è stato il più dolce cameriere di Milano e poi ha fatto altri lavori,
che hanno sempre a che fare con la dolcezza perchè i suoi clienti sono
bambini.
Lavora per comprarsi libri, e per andare al mare ogni tanto. Oltre che per fare regali. Va al cinema. Compra anche qualche cd. Ma ascolta la musica leggendola come un libro. Ascolta e attende sensazioni. Aspetta di sentirsi coinvolto in una trama.
Io non ci capisco niente nè di poesia nè di letteratura e non posso fare
una nota critica su quanto ha scritto. Ma posso assicurarvi che è uno
schianto.
(Eley)
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Quattro automobili, sedici ruote, trentadue pensieri
La prima era verde, lunga, con i pneumatici ormai lisci e logori, un vecchio macchinone Ford dalla forma di coccodrillo che il padre di lui usava per portare la madre al cinema.
Posteggiati in fondo al drive-in, i due pomiciavano, si infilavano le mani sotto i vestiti e si tenevano abbracciati.

L'età compromessa
Siamo a mangiare a casa di Alfredo questa sera. Non ricordo quanto tempo fosse che non ci si vedeva. Ma è stato come se nulla fosse cambiato. Anna è vestita elegante come sempre e parla con Alice fuori sul terrazzo, mentre io e Alfredo facciamo passare la carne sulla legna in un angolo.
Alfredo sceglie i pezzi personalmente dal macellaio e, fra di noi, si dice non abbia mai sbagliato un colpo. È un cuoco perfetto, lo vedi da come muove le mani.
Mercoledì 20 Luglio 2005
"Brivido! Terrore! Raccapriccio! Entrate nel terrificante mondo di Mummie!"
Quattordicesima puntata
(di Nicola M. e Federico R.)
Camminare, scappare, fuggire, rispondere ad assurde domande, rimanere sveglio, questa era stata la sua vita nelle ultime ventiquattro ore.
Ivan era stanco, stanchissimo, ormai trascinava a fatica i suoi piedi rotti, quei piedi che avevano percorso mezza Europa fin dalla fine della seconda guerra Mondiale, oggi apparivano pesanti e lenti. Ormai Bradescu era vecchio e non era più abituato a scappare.
Questa settimana su
il mio racconto "La scelta"
"...Chi di noi, sinceramente, immagina sé stesso da vecchio? Chi si vede proiettato nel proprio futuro? La morte è la più reale rappresentazione di noi stessi, quella che ci blocca in ciò che siamo: l'istante.
Una malattia, un incidente, il gesto violento di un pazzo sono solo il codice per aprire una serratura che è già in noi..."
Domenica 17 Luglio 2005
Quattordicesima puntata

Estate
D’estate le ore più belle erano quelle che precedevano il pranzo. Il pomeriggio lo passava ad aiutare sua madre nelle faccende di casa ma il mattino era tutto suo.
Era bellissimo quando la giornata si presentava con quelle vere e proprie pozze di luce che le scaldavano la pelle delle braccia senza però farla scottare mai.